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Il Frizzante dell’estate 2021

Muarè bianco frizzante Terre Siciliane IGT

Grottarossa continua a sorprendervi! Un nuovo prodotto si aggiunge al nostro ventaglio di scelte, stiamo parlando di Muarè Terre Siciliane IGP, il nuovo vino bianco frizzante di casa Grottarossa che vi accompagnerà tutta l’estate. Bollicine siciliane in una etichetta dallo stile ricercato, Muarè è un vino bianco frizzante giovane, leggero, fresco e gradevole ottenuto da blend di vitigni autoctoni siciliani, per un consumatore attento alla perfetta combinazione di stile, piacere e gusto.

Note di degustazione

Dal colore giallo paglierino scarico, il Muarè si distingue per le note floreali di acacia e glicine ben armonizzati con delicati sentori di miele. Al palato è fresco e gradevole, grazie al giusto bilanciamento tra zuccheri ed acidità che lo rendono lungo e persistente.

Abbinamenti

Accompagna egregiamente qualsiasi momento della giornata, ottimo come aperitivo al calice  ma trova il giusto equilibrio in abbinamento ad antipasti e primi a base di pesce.

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Vigata non esiste

Vigata non esiste, eppure c’è, eccome, raccoglie le gesta del commissario Montalbano, è un luogo di mare, di specialità da gustare, di crimini, segreti, sospetti.

Dove le nuotate, le occhiate seduttive, si mischiano con la sabbia e con i cannoli, case sulla spiaggia. Vigata è porto Empedocle, come «Agrigento sarebbe la Montelusa dei miei romanzi, però Montelusa non è un’invenzione mia ma di Pirandello, che ha usato questo nome molte volte nelle sue novelle: l’Agrigento di oggi la chiamava Girgenti e anche Montelusa, e io gli ho rubato il nome, tanto non può protestare». Diceva Andrea Camilleri, il creatore di questi mondi possibili, lo scrittore papà del Commissario.

Anche se la Vigata televisiva non si trova proprio qui, ma più a sud-est, il commissario Montalbano lo potete incontrare e fare un selfie con lui, immortalato in una scultura bronzea opera dello scultore Giuseppe Agnello, appoggiato a un lampione del corso principale, via Roma.

Nella stessa zona, maioliche, il murale di Ligama che vede sbirciare Camilleri poco prima della salita di Nené, la scalinata che riassume i successi editoriali del maestro. Un percorso letterario e turistico-. Merita una visita la pizzetteria Forte, sforna dal pomeriggio piccole pizze rettangolari rigorosamente artigianali 

A pochi chilometri della nostra Cantina. Per raggiungerla basta mezz’ora, tramite SS640 e SS189.


La Strada degli scrittori

Il progetto la Strada degli scrittori, trasforma la statale 640, in un itinerario culturale.

La nostra cantina è attraversato da questo percorso, possiamo orgogliosamente affermare che siamo di fatto in questa terra fonte di ispirazione per molti autori. parte integrante del loro vissuto emotivo.

È sorprendente infatti scoprire quanti scrittori capaci di contribuire in maniera rilevante al panorama letterario internazionale, siano nati, abbiano frequentato, abbiamo dedicato pagine, a volte incredibilmente affettuose, a queste contrade. Perché siamo fatti anche di questo: dell’ambiente in cui siamo cresciuti, di ricordi vissuti nei luoghi amati. 

Il percorso viene tracciato attraverso la carta stampata, dai loro libri, e prende vita, diventa un viaggio reale, che ci riguarda, no solo per la vicinanza fisica, ma per la condivisione degli stessi panorami, delle stesse tradizioni. Perché stessi siamo protagonisti di questa incredibile avventura letteraria.

Penne immortali come Luigi Pirandello, Leonardo Sciascia, Andrea Camilleri, Giuseppe Tomasi di Lampedusa, Antonio Russello, Rosso di San Secondo e molti altri, da Racalmuto a Porto Empedocle, passando per Favara e Agrigento fino a Caltanissetta, hanno raccontato e amato questa zona della Sicilia, sono cresciuti, hanno respirato quest’aria e vissuto queste suggestioni, le stesse che possiamo vivere noi. 

Ogni giorno, lavorando in cantina e producendo il nostro vino.

Una grande opportunità di turismo esperienziale.

Da luoghi ormai parte dell’immaginario, come il Caos, casa natale di del premio Nobel Pirandello, passando per l’antica Girgenti, il centro storico, o su fino alla Cattedrale di San Gerlando che domina Agrigento.

Attraverso la statale 640, dove si stagliano filari e coltivazioni, e si può davvero vedere la Sicilia con gli occhi di questi scrittori. Scoprire scorci, paesi, scenari, che sono parte integrante delle loro opere, del loro modo di sentire. Accingersi a intraprendere un percorso dell’anima che si snoda nel cuore dell’Isola. 

Questo progetto, che attraversa luoghi dalla forte carica espressiva e creativa, è stato voluto dal giornalista del Corriere della Sera, Felice Cavallaro, originario di questo territorio, e condivisa e “con protocollo d’intesa, l’11 novembre 2013, a Racalmuto, alla presenza dell’allora Ministro per i Beni culturali Massimo Bray, oggi direttore generale dell’Istituto della Enciclopedia Italiana fondata da Giovanni Treccani, e dal Presidente dell’Assemblea regionale Siciliana, on. Giovanni Ardizzone, dagli assessori regionali del Turismo, dello Sport e dello Spettacolo, dei Beni culturali, dell’Istruzione e della Formazione professionale, delle Attività produttive, delle Politiche agricole e alimentari, del Territorio e Ambiente”*.

Dunque la statale che da Agrigento porta a Caltanissetta si snoda per campagne, vigneti, centri, luoghi dove prendere caffè, mangiare, degustare vini e concedersi assaggi, la strada degli scrittori coniuga arte, letteratura, cultura e turismo, con buon cibo e buon bere.

L’itinerario punta l’attenzione anche su tesori meno noti, teatri, castelli, palazzi, musei. La strada attraversa gioielli naturali come la Scala dei Turchi e la famosa miniera di sale di Realmonte (che custodisce una incredibile cattedrale scolpita nel minerale), fino a Porto Empedocle, racchiusa nella marina di Vigata descritta da Andrea Camilleri. E da qui,in un viaggio di rimandi, fra il passato e il presente, ecco la Torre Carlo V che si scorge nel porto, fino ai templi dell’area archeologica di Agrigento, la via Sacra che conduce al Giardino della Kolymbetra, con i suoi agrumeti, odori di zagare e fonti, fino al Castello Chiaramontano, luoghi sperimentali dove esporre e fare arte come il Farm Cutural park, il villaggio Mosè descritto da Simonetta Agnello Hornby, fino a tornare al teatro Regina Margherita, descritto ne le Morte dell’Inquisitore di Sciascia, o ancora alla Noce, contrada amata, in cui sempre Sciascia si ritirava a scrivere e dove si dice, abbia assaggiato un vino delizioso, luogo che si trova, guarda caso, vicino la nostra cantina…

*Per info www.stradadegliscrittori.it


Il ventaglio

Il nuovo marchio, pensato da Claudia Greco ritrae un ventaglio. 

Il ventaglio è simbolo dell’anima. La forma stessa è allegoria della vita che comincia da un punto, il perno, e si espande sull’intera pagina, intanto che si amplia l’esperienza e si accumula il vissuto.


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